12/07/2011
LA CRISI ECONOMICA E L'EUROPA
La crisi economica investe i Paesi del-
l'eurozona, la speculazione finanziaria
fa la sua parte.
Di fatti molti Paesi europei temono la
manipolazione nelle manovre di Borsa
e l'operato delle tre agenzie di rating
facenti capo agli USA, per cui vorrebbe-
ro la creazione di una grande agenzia
di rating europea.
In gioco sarebbero i fondi pensione e
di fatto a non alcuno dei Paesi europei
sarebbe gradito che in modo del tutto
sproporzionato finissero per essere poi
ceduti senza regole a Paesi stranieri
decisi a farne motivo di investimento e
di un facile guadagno non rapportabile
ai parametri e agli standard nazionali
ed europei.
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La crisi economica, in ogni caso, va
combattuta a livello mondiale nell'ac-
cettazione di criteri convisibili in fatto
di economia e scambio commerciale,
ponendo i debiti distingui tra il sostegno
di una economia di mercato fine rigido
e a sé stesso ed una economia di libero
mercato, tale perché sgravato di tassa-
zioni troppo esose o da tassazioni stra-
ordinarie, ma pur sempre regolato da
leggi eque e regole comuni e condivise,
anche rispetto agli orientamenti tra gli
equilibri di mercato ( ad esempio: è di
fatti inutile smerciare merci eguali tra
paesi produttori dei medesimi prodotti
oltre il 20% ).
I singoli problemi delle nazioni mondiali
sono costituiti dalla eccessiva importa-
zione di beni finiti, dal disequilibrio tra
produzione. importazione ed esportazione,
dalla non osservanza della tutela delle
produzioni autoctone tra le micro-aree e
le macro-aree, in rapporto ai parametri
dell'importazione e dell'esportazione,
speculazione, dalla precarietà del lavoro,
dai livelli stipendiali in netto contrasto e
dislivello, dalla sotto-stima della prestazio-
ne, dalla eccessiva spesa pubblica dovuta
alla dilagante corruzione politica, che di
fatti induce ovunque nel mondo la restri-
zione dei diritti del lavoro e sempre nuova
precarietà nell'adozione delle politiche di
privatizzazione dei beni pubblici e di solo
" sporporo " del personale dei servizi nel-
l'ambito del contenimento della spesa pub-
blica.
Tali politiche sono di fatto rovinose poiché
inducono più che un virtuosismo nelle di-
namiche della gestione sociale e civile dello
Stato moderno, di fatti il suo decadimento,
causando l'impoverimento dei cittadini e la
crisi sociale delle famiglie.
Ma vi esiste anche l'impoverimento etico e
morale di chi avendo responsabilità prime
e rappresentative corrobora il patto civile
e sociale tra cittadini, abnegandone i diritti,
ignorandone le istanze, nondimeno restan-
done come indifferente ma pur disponendo-
si ad esser considerato magari promotore
e fautore di quel perfetto progresso che in
nulla, ad esamina, poi si distanzi dal perfetto
regresso.
Rinaldi Angelo
19:11
Scritto da: ensel3
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